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    November 12

    Vergogna nel calcio

     

     

    Il vocabolario italiano TRECCANI dà la seguente definizione di gioco:

    giòco (letter. Giuòco)[lat. iocus “scherzo,burla”, poi “gioco”]: qualsiasi attività liberamente scelta a cui si dedichino, singolarmente o in un gruppo, bambini o adulti senza altri fini immediati che la ricreazione e lo svago, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali ed intellettive.

    Personalmente mi sembra di non leggere e nemmeno intravedere in questa definizione la parola MORTE. Forse è un mio limite, forse non so bene leggere tra le righe, ma se è percepibile allora significa che la definizione è troppo ermetica per me e non riesco a comprenderla nella sua totalità.

    Se noi cercassimo sullo stesso vocabolario anche la definizione di calcio non ci stupiremmo sicuramente se fosse descritto come un gioco, è giusto che sia così.

    A questo punto le domande da farsi sono queste: il calcio è un veramente un gioco?Oppure: nei giochi è veramente concepita la possibilità di poter morire?O c’è qualcos’altro?

    Domenica 11 Novembre, prima che scoccasse la sacra ora delle 15, ora di inizio delle partite di serie A, è stata aggiunta una nuova lapide nel cimitero dei morti “da calcio”.

    Un ragazzo di 28 anni infatti è stato ucciso, da un agente della polizia stradale al quale pare sia partito accidentalmente un colpo , in seguito ad alcuni scontri tra tifosi juventini e laziali nei pressi di Arezzo.

    Il grave di questa morte è che non si tratta della prima avvenuta in Italia per una partita di calcio. No, già l’anno scorso c’era stata la morte del poliziotto Raciti durante scontri tra tifosi di Palermo e Catania, anni prima la morte del genoano Vincenzo Spagnolo, poi la falsa morte del bambino nel derby e si potrebbe continuare enumerando anche altri gravi incidenti.

    Fatto ben più grave,a mio avviso, è che potrebbe non essere l’ultimo episodio sgradevole.

    Questa situazione potrà riproporsi a meno che non verranno presi dei provvedimenti seri per sanare questa piaga e non ritardando l’inizio delle partite di 10 minuti o sospendendo il campionato per 2 giornate salvo poi prendere in mano una calcolatrice, scientifica ovviamente perché gli zeri sono tanti, per valutare che la perdita economica sarebbe troppo elevata e ridurre la sospensione ad una giornata.

    Si riproporrà finché verrà data l’opportunità a 30 energumeni, frustrati dalla vita, di poter spaccare a calci i vetri protettivi (protettivi?In un gioco servono delle protezioni per separare i partecipanti dai giocatori?Non l’avrei mai pensato, forse mi sono perso qualche passaggio allora) e minacciare di fare un “culo così” a tutti nel caso in cui si decida di giocare una partita.

    Si riproporrà finchè saremo incapaci di vietare ai motorini che siano privi di biglietto di entrare in curva!

    Si riproporrà finchè si tirerà fuori la parola “fascisti” ogni volta che la polizia fa una carica sui tifosi più “vivaci”.

    Si riproporrà, si riproporrà, si riproporrà.

    Rispondendo alle domande poste precedentemente non c’è alcun dubbio sul fatto che il calcio sia un gioco e nemmeno che nel gioco sia contemplata la morte o i feriti. Il problema più grosso è la carenza di cultura sportiva. Ogni domenica sembra di assistere ad una rivisitazione del romanzo di Stevenson Dr.Jeckill e Mr.Hide. Persone che nei primi 6 giorni della settimana sono rispettabilissime, tranquille, moderate e che la domenica, quasi come contrappasso ai racconti biblici, non si riposano ma piuttosto si trasformano, vittime della passione per la propria squadra e per l’odio per la squadra avversaria.

    I punti fondamentali sono: urlare, inveire contro l’arbitro sia nel bene che nel male, ricordargli che è un cornuto, cantare odio “la città in cui gioca la squadra avversaria”, non applaudire mai per una giocata avversaria, urlare “devi morire” ogni volta che un avversario è per terra, non riconoscere mai di aver giocato peggio!

    Purtroppo non è semplice accrescere la sportività di un pubblico, di un popolo, di una nazione quindi è necessario almeno trovare un escamotage che permetta di mascherare questa lacuna ed evitare certi spiacevoli incidenti.

    Non credo che in Inghilterra siano riusciti solo con una “catechesi” sportiva ad evitare gli incidenti negli stadi.

    Negli anni 90 gli inglesi erano stati esclusi dalle coppe europee, non perché troppo forti ma per motivi di scarso fair-play(correttezza).

    Non credo sia stato possibile rieducare tutto un popolo in meno di 20 anni ma è stato almeno raggiunto l’obiettivo di bloccare il fenomeno violenza.

    Questo grazie a delle leggi precise, dure, che impediscono ad un tifoso violento l’ingresso in uno stadio di calcio se sorpreso in atti violenti o mirati a condizionare il regolare svolgimento di una partita.

    Al tifoso del Celtic di Glasgow, reo di aver dato un buffetto a Dida nella partita contro il Milan, è stato impedito l’ingresso in uno stadio di calcio inglese per il resto della sua vita.

    E in Italia cosà succederà a quei tifosenquenti che mascherati tipo carnevale tentavano di sfondare il vetro ed entrare nello stadio di Bergamo?

    Forse gli verrà detto di non farlo più sennò riceveranno il carbone nella calza della befana ma non credo molto di più.

    E come procedere nei confronti degli organizzatori dei cori che si levavano con orgoglio dalle curve: 10-100-1000 Raciti?

    E sugli pseudo-tifosi che fischiano nei minuti di silenzio?Vanno lasciati liberi di farlo?

    Purtroppo siamo di fronte ad un cancro sportivo, non ad un’influenza; tante domande sono state poste e tante rimangono inesorabilmente senza risposta, ma forse è giusto così…..in un gioco non è previsto che vengano fatte troppe domande.

     

                                                                                                                                      Matteo Martorella

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Poesia: cadere,Rialzarsi

     
    Purtroppo per gli sfortunati lettori la poesia scritta non è nè di Coleridge nè di qualche altro grande poeta! 
    E' un esperimento, effettuato da me qualche giorno fa giusto per vedere cosa poteva venire fuori se mi mettevo a scrivere qualcosa!!Quindi non garantisco minimamente che ci  possa essere un seguito....e forse è meglio così!Comunque visto che il Barone Pierre de Coubertin diceva "L'importante non è vincere, ma partecipare" ho pensato che
     
    a) scriverla non mi sarebbe costato niente
    b) non è un concorso quindi non c'è nemmeno da poter vincere qualcosa
    c) non credo di voler fare il poeta in vita mia
     
    Fatta questa analisi ho quindi concluso che l'unico rischio che rimane è sentirmi dire che ho scritto una poesia che ha un effetto lassativo [eufemismo per non scrivere qualcosa di più volgare]!!!!!  
     
     

      Piove e la terra si bagna,

      frutti autunnali su un letto di foglie

      cadute come colui che cade,avvolto,

      in una spirale interiore

      che cela la sua origine.

      Arcobaleno e il miraggio compare,

      ciò che è buio anticipa una luce, avvolgente,

      speranzosa come una goccia di pioggia

      sul palmo di una mano assetata 

      convinta però di potersi rialzare.

      Vento e il cielo si apre,

      le nuvole scompaiono e l’ansia diparte,

      come vivere la vita con gioia

      dopo aver accarezzato la morte, povera,

      ma prepotente verso chi non la cerca.

      Sole e il cuore si accende,

      corse e giochi di fanciulli

      raccolti in risate senza tempo,

      brillano gli occhi di felicità

      scordando il deserto che fu.

     
    October 16

    Top 10 luoghi

     
    L'ordine è del tutto casuale!!!!Ho solo inserito i miei 10 luoghi visti preferiti senza considerare una classifica!
    Non escludo di fare variazioni nel caso mi venissero a mente nuovi posti che preferisco a questi!!!!
     

    1)      Cattedrale di Palermo

    2)      Tour Eiffel, Parigi

    3)      Prekeistolen, Norvegia

    4)      Colosseo, Roma

    5)      Acropoli, Atene

    6)      Porto di Barcellona

    7)      Bryggen, Bergen

    8)      Ponte Carlo, Praga

    9)      Tower Bridge, Londra

    10)  Montmatre, Parigi

     

     
     

    15 aggettivi per 15 città

     

     

    Budapest, Ungheria: INSIGNIFICANTE

    Dublino, Irlanda: ALLEGRA

    Vienna, Austria: ELEGANTE

    Parigi, Francia: MAGICA

    Barcellona, Spagna: BRILLANTE

    Bratislava, Slovacchia: PIACEVOLE

    Oslo, Norvegia: ACCOGLIENTE

    Atene, Grecia: STORICA

    Londra, Inghilterra: MODERNA

    Roma, Italia: ETERNA

    Praga, Repubblica Ceca: ROMANTICA

    Palermo, Italia: CAOTICA

    Venezia, Italia: UNICA

    Oban, Scozia: SCOZZESE

    Bergen, Norvegia: PIOVOSA

    June 09

    Poesia: Epigramma su Keplero

     
                 
     
                        Epigramma su Keplero (dal tedesco)
     
                 Nessuno spirito mortale tanto alto era salito
                 Quanto Keplero. Lo ha visto, tuttavia,
                 Morire di stenti la sua patria!
                 Le MENTI sole egli nutriva,
                 E senza cibo lo han lasciato i CORPI.
     
                 (Samuel Taylor Coleridge)
     
     
                 Epigram on Kepler (from the German)
     
                 No mortal spirit yet had clomb so high
                 As Kepler - yet his Country saw him die
                 For every want!the MINDS alone he fed,
                 And so the BODIES left him without bread.
     
                 (Samuel Taylor Coleridge)
     

    L'indovinello di Albert Einstein

    Albert Einstein scrisse questo indovinello agli inizi del 1900. Disse che il 98% della popolazione non sarebbe stata in grado di risolverlo.

    Indovinello.

    In un paese vi e' una strada con 5 case dipinte con 5 differenti colori. In ogni casa vive persona di differente nazionalita'. Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda, fuma una differente marca di sigarette e tiene un differente animale. Naturalmente non vi sono trabocchetti, e si puo' risolvere utilizzando la sola logica.

    Domanda: A chi appartiene il pesciolino?

    1) L'inglese vive in una casa rossa

    2) Lo svedese ha un cane

    3) Il danese beve the

    4) La casa verde e' a sinistra della casa bianca

    5) Il padrone della casa verde beve caffe'

    6) La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini

    7) Il padrone della casa gialla fuma sigarette Dunhill's

    8) L'uomo che vive nella casa centrale beve latte

    9) Il norvegese vive nella prima casa

    10) L'uomo che fuma Blends vive vicino a quello che ha i gatti

    11) L'uomo che ha i cavalli vive vicino all'uomo che fuma le Dunhill's

    12) L'uomo che fuma le Blue Master beve birra

    13) Il tedesco fuma le Prince

    14) Il norvegese vive vicino alla casa blu

    15) L'uomo che fuma le Blends ha un vicino che beve acqua

    June 01

    Londra-Dublino-Parigi 2002

    PRIMA DEL VIAGGIO
     
    Questo è il mio primo viaggio fatto da solo,se si escludono le gite!
    E con chi farlo se non con Mario?
    La prima ipotesi di viaggio nacque a Maggio quando avevo visto un'offerta per 4 giorni a Londra ma il babbo di Mario ce la bloccò,non ricordo per quale motivo!
    Così ho passato un'estate su internet per cercare di organizzare qualcosa di particolare. All'inizio avevamo detto di andare a Londra e da li con il treno stare qualche giorno ad Edimburgo. Poi abbiamo visto che ci conveniva andare in aereo a Dublino e quindi abbiamo optato per questa opzione.
    Poi guardando se c'erano voli ryanair da Dublino per Pisa ci siamo accorti che c'era un volo per Parigi dove io ero già stato due volte ma Mario no!E allora che fare?Sarebbe stato un sacrilegio non andarci quindi,morale della favola,prenotiamo tutti e tre i voli e decidiamo di tornare da Parigi con il treno notturno.
    Il viaggio che doveva essere di 4-5 giorni diventa di 12-13,non ricordo bene!
    Il giorno prima di partire per Londra ci si ferma da Zio Aurelio e Zia Anna a Pisa e dormiamo lì. L'agitazione è alle stelle perchè sia io che il geometra non avevamo mai preso l'aereo!
    La mattina zio ci accompagna all'aeroporto e da li siamo completamente autonomi.Anzi, prima di andare via ci salva da un banchino dove volevano metterci a pagamento una specie di preservativo alle valigie per maggiore sicurezza!Noi stavamo per accettare.
    Il volo è tranquillo,anche grazie al fatto che io compensavo in continuazione credendo che se non lo avessi fatto avrei provato un dolore tremendo alle orecchie!Mario rideva ogni volta che mi vedeva farlo.
    Durante l'atterraggio,ignaro di ogni norma di sicurezza, Mario accende la telecamera per riprendere questa fase...fortunatamente non ci dicono nulla.
     
    LONDRA
     
    Abbiamo preso il treno da Stansted, arriviamo a Liverpool Station e subito facciamo la carta per i trasporti con tanto di fotografia fatta alla macchinetta automatica. Siamo pronti per il nostro primo viaggio nell'Underground. Il nostro B&B si trovava ad Ealing Broadway,in Grange Road. Leggendo la cartina di Londra e avendo trovato subito Grange Road nel lato est della città ci dirigiamo come razzi li e dopo pochissimo ci troviamo li. Dopo aver attraversato delle zone molto malfamate(c'era anche una macchina bruciata tipo film delle gang americane) raggiungiamo il numero civico dove doveva trovarsi il nostro B&B. A vederlo non sembrava proprio. Erano delle case a schiera e nel giardino di quello che doveva essere il B&B c'era addirittura una ruota di copertone!Suono alla porta allora e si affaccia una persone di colore all'apparenza terrorizzata!Apre la porta giusto per far uscire l'occhio e ci dice che li non c'era nessun B&B. Panico, giriamo avanti e indietro pensando che magari si trovasse nell'edificio dietro o sperando in un deus ex machina che ci risolvesse la situazione!Anche un barbone ci guarda e ci dice "Are you lost people?"..."Vi siete persi?".
    A questo punto,quasi rassegnato di aver preso l'inculata via internet, telefono al B&B e,con notevole fatica, capisco che eravamo nella parte sbagliata della città perchè Ealing Broadway è ad ovest di Londra,alla fine delle metropolitana!
    Sospiro di sollievo e ci mettiamo in marcia nuovamente!Arrivati ad Ealing Broadway prendiamo un tipico taxi nero londinese che ci accompagna finalmente nella nostra unile dimora. Non ho usato umile a caso perchè effettivamente non eravamo proprio all'Hilton!Tutto sommato la sistemazione era carina(era Mario che non gradiva molto) e poi era molto inglese,sia come tappezzeria che per il lavandino con i due rubinetti separati per acqua calda e fredda!
    Il bagno era invece in comune al piano anche se mi sa che lo utilizzavamo soltanto noi!
    Una volta ero a farmi la doccia e nel frattempo Mario esce di camera per andare in un altro bagnetto. Finita la doccia torno in camera ma non riesco ad aprire la porta.Convinto che Mario fosse sempre in camera inizio a bussare pensando che fosse uno scherzo.Piano piano inizio a preoccuparmi e busso sempre più forte quasi a sfondare la porta. Mentre ero li quasi sudato vedo Mario arrivare dalla scale con tranquillità e dirmi: "Ma hai senito che colpi?Io ero nel bagnetto di sotto e sentivo certe legnate al muro,boh?". Appreso che ero io,Mario stranamente ha iniziato a ridere con quella grassezza che gli viene solo quando ride sulle mie "disgrazie"!
    I giorni a Londra sono stati caratterizzati dal buon tempo,o meglio dall'assenza di pioggia, da tanto McDonald e dai nostri litigi quotidiani. Infatti sembravamo una coppia non in viaggio di nozze ma in un viaggio dopo 95 anni di matrimonio quando anche un respiro può causare un litigio. Si litigava,rimanendo senza parlarci anche per più di un'ora, per una partita a carte, per l'orario della sveglia, per le cose da fotografare e da riprendere,insomma per tutto. Questa non è stata una peculiarità di Londra ma si è ripetuta per tutto il viaggio.
    Una delle prime cose che abbiamo visto è stato Buckingam Palace ma senza cambio della guardia. Poi abbiamo attraversato St.James'Park,dove Mario è stato scacazzato da un piccione in volo, e abbiamo raggiunto Westmister,il Big Ben e la London Eye. Qui abbiamo anche pranzato prendendo la prima inculata!Da quelle parti doveva esserci anche il museo della Premier League ma era chiuso quindi ho subito cercato un'alternativa e ho proposto di andare allo Stanford Bridge per acquistare i biglietti per Chelsea-West Ham.
    Li abbiamo trovati e quindi ho potuto realizzare uno dei miei sogni....vedere una partita di calcio in uno stato inglese. Oltretutto hanno giocato anche Di Canio (2 goal stupendi) e Zola(1 su punizione). Da ricordare il grido di un signore vicino a noi che ad intervalli regolari di 20-30 secondi gridava "Come on Cheeeeelsea".
    Da buoni turisti non potevamo non andare anche al museo delle cere. Qui abbiamo simulato un'intervista,con tanto di microfono,alla statua di Morgan Freeman e siamo stati copiati da un giapponese che ha voluto il microfono in modo che anche la moglie potesse fare la stessa cosa.
    Inoltre abbiamo visto la statua di Eriksson che non assomigliava tanto a lui quanto ad un signore che abbiamo visto sul volo Dublino-Parigi.
    Cosa abbiamo visto poi a Londra?
    Come dimenticare il Tower Bridge,la canzoncina che cantavamo di continuo "All the bridges fallin down...fallin down....fallin down" e la torre di Londra.Dalla torre di Londra abbiamo preso anche per la prima ed ultima volta il Doubledecker rosso con il controllore che urlava il nome di ogni fermata!Siamo scesi alla cattedrale di Saint Paul. Qui eravamo indecisi su dove mangiare,le opzioni erano 2:
    - il Pret a manger che Mario rinominò in "onore" mio PRET A INGRASSER
    - un chioschetto di panini
    Optiamo per la secondo e mentre ordino i panini al paninaro in inglese,questo,in napoletano stretto, mi dice "Uè....parlate pure italiano và".
    Siamo ovunque!
    Per quanto riguarda gli acquisti,non poteva mancare una passeggiata per Oxford Street ed a Piccadilly Circus dove c'era un negozio enorme della Nike e Mario c'ha comprato il completo originale del Manchester Utd. Io invece ho comprato una confezione di tè da turista pagandola come una scatolina di caviale del Volga.
    Oltre a questi must dello shopping siamo andati a Covent Garden e Camden Town,il mercato a nord di Londra. Qui abbiamo respirato la grandezza,la modernità e l'integrazione raziale di Londra. C'era di tutto!Anche delle ragazze con le quali abbiamo provato a rapportarci ma che dopo una foto ci hanno abbandonato!
    Più carine invece sono state le ragazze incontrate all'Hard Rock Cafe che ci hanno rilasciato anche un saluto in italiano ma purtroppo la telecamera non ha funzionato granchè e non si sente niente!
    Tra le cose non ancora menzionate, c'è il rischio di arresto quando abbiamo deciso di salire sopra le statue dei leoni a Trafalgar Square e i teroni(dovrebbero chimarsi Chaws!) con le macchinone che c'erano ad Ealing Broadway.Tra queste,raccapricciante,c'era anche una ferrari con la guida a destra.....con la guida a destra.Che amarezza!
     
    DUBLINO
     
    L'arrivo a Dublino è stato meno traumatico rispetto a quello di Londra!Arrivati all'aeroporto c'era subito un autobus che ci ha portato nei pressi di O'connel Street. Da qui con 5 minuti a piedi siamo arrivati in Talbot Street dove si trovava il nostro albergo,Confort Inn.
    Dentro l'ascensore subito un incontro con degli italiani in viaggio di nozze!
    Una volta completato un restauro igienico, siamo scesi in centro a fare un giro e abbiamo fatto subito conoscenza con le abitudini irlandesi: la gente beve birra in continuazione!Guinnes in particolare!Si entra nei pub a qualsiasi ora e ci sono donne di 70 anni con il loro boccale di birra che si fanno le loro belle chiacchierate!Poi si esce dal pub ed è tutto verde,trifogli ovunque,negozi di souvenir idem!Esci da un pub ed a fianco ce n'è un altro,entri in quello,esci e a fianco ce n'è un altro e così via!
    L'impressione che ho avuto è di un'atmosfera di allegria, spensieratezza anche se probabilmente non sarà propriamente così!
    Una delle prime cose che abbiamo visto è il Trinity College,l'università di Dublino.
    C'era una strana disposizione di ragazzi e di banchi  intorno ad un cortile e facevamo fatica a capire cosa fosse. Poi abbiamo scoperto che ogni banco rappresentava un possibile corso che veniva organizzato dai ragazzi: c'era il corso di scacchi, di surf, di cricket etc.
    Usciti dal college abbiamo deciso di salire su quei pullman aperti per fare il giro delle città,il sightseeing!Nel piano di sotto non c'era nessuno mentre in quello superiore c'erano una decina di persone sotto la tettoia e due soltanto al di fuori che stavano prendendosi tutta l'acqua piovana: io e Mario. Abbiamo fatto tutto il giro della città,rigorosamente sotto l'acqua, fermandoci nei vari punti di interesse, tipo la cattedrale di San Patrizio,il castello di Dublino e la fabbrica della Guinness.
    La fabbrica della Guinnes l'abbiamo visitata in lungo e in largo e a dirla tutta anche in alto,poi spiegherò perchè!
    Nemmeno il tempo di entrare nel museo e Mario aveva già comprato due o tre magliette!Perchè, non l'ho ancora detto, ma l'acquisto di souvenir funzionava più o meno così: un oggetto lo compravo io e  per rappresaglia Mario ne comprava tre!Se si pensa che già io ho contribuito all'aumento del PIL della Gran Bretagna,si può pensare quale scossa all'economia possa aver provocato lui!
    La visita in lungo e largo prevedeva la vista di tutti gli ingredienti utilizzati persino una cascata di acqua al chiuso. Su uno degli ingredienti è nata una pesante litigata perchè Mario voleva fotografare da vicino un recipiente trasparente di luppolo o qualcosa simile e io non ne capivo il motivo e l'interesse!Credo però che alla fine non l'abbia fatta ma non ci giurerei.
    La visita in alto invece prevedeva il salire con un ascensore nel punto più alto della fabbrica,ovvero un bar a 360° con vista su tutta la città.
    E' stato piacevole mettersi seduti e bersi una guinnes ma, a dire la verità, la vista della città lascia un pò a desiderare.Oltretutto la giornata era abbastanza grigia.
    Visto che l'esperienza in questa fabbrica è stata positiva abbiamo pensato anche di fare un salto alla fabbrica del whisky Jameson ma dopo dieci minuti di fila,un'umidità all'interno esagerata e un odore di affumicato insopportabile abbiamo desistito e ce ne siamo andati. Anche se non mi paice il whisky avrò sempre il rimpianto di non esserci entrato!E' come essere a Parma nella fabbrica del crudo ed andarsene perchè c'è un raggio di sole troppo forte che ci batte sulla guancia!
    Una cosa terrificante che c'era presa a Dublino era quella di parlare sempre,ma dico sempre, in napoletano stretto tipo Troisi.
    Avevamo iniziato a dire qualche frase così per ridere ma poi abbiamo continuato per un sacco di tempo...sicuro almeno per tutto il primo giorno!
    Tra le altre cose visitate c'è la via principale Grafton Street ,attraverso la quale abbiamo aimè assistito ad una sfilata tipo gay-pride, la banca centrale di Dublino, due musei storici e il parlamento.
    Inoltre abbiamo visitato il parco di St. Sthephen's Green,una volta accessibile soltanto ai nobili. Per fortuna che non è più così sennò noi potevamo vederlo solo attraverso Goole Earth!Davanti a questo parco c'era un centro commerciale dove praticamente non c'era niente ma aveva un'architettura molto particolare e secondo me un pò troppo "ampolloso".
    L'ultimo giorno l'abbiamo dedicato allo shopping,con particolare attenzione al negozio Carrol's!
    Anche sull'orario di partenza per l'aeroporto è nato un forte litigio che mi ha anche portato ad affermare: "Non ci sono problemi,io mi alzo e me ne vado all'ora che dico io,te poi mi raggiungi dopo". Fortunatamente,dopo ore di negoziati abbiamo raggiunto un compromesso e siamo partiti insieme.
     
    Parigi
     
    Arriviamo a Beauvais,a circa 70km da Parigi. Qui ad attenderci c'erano duemila gendarmi, sembrava dovesse partire una missione militare.
    Con un pullman raggiungiamo Parigi in circa 1 ora e mezzo.
    La prima cosa che ci viene in mente è quella di cantare la tipica canzoncina francese che c'avevano insegnato alle medie:
    Alouette, gentille Alouette Alouette je te plumerai Alouette, gentille Alouette Alouette je te plumerai Je te plumerai la tête Je te plumerai la tête....
    Carichi di valigie e souvenir raggiungiamo il nostro Holiday Inn a Place d'Italie,ci sistemiamo e adiamo subito a fare un giro da quelle parti visto che era abbastanza tardi.
    Troviamo finalmente un ristorantino che va bene ad entrambi e quindi dopo una decina di giorni riesco finalmente a mangià qualcosa di diverso da pizza e McDonald!Mario per variare un pò sul menu si prende una bella pizza,io una bistecca con patate.
    La prima cosa che decidiamo di vedere è la Tour Eiffel ed io, per sdebitarmi con Mario che era venuto a vedere il Chelsea allo stadio, sono costretto a prendere l'ascensore e salire in cima!Ogni minimo contatto con le persone,sia in ascensore che in cima, mi fa venire i brividi visto che stare lì a 381 metri di altezza non mi fa sentire sicuro!
    Infatti "l'uomo è nato per stare in terra",perchè sfidare le leggi di natura?
    Durante la salita,il nostro sguardo svaria in qua e la cogliendo i seguenti particolari: le due ragazze della nostra età con due pseudo-magnacci e l'anello del massone.
    Inoltre,mentre cantavamo in napoletano "Ma p'cchè tu non mi vuuuoi allegra e lucente" un signore tedesco riconosce la canzone e ci chiede conferma della bontà del suo orecchio musicale dicendoci "Lucio Batista?".
    Mentre osserviamo lo splendido "quel che si vede" il nostro sguardo cade su Montmartre e Mario esclama :"Mattè,guarda,sembra Gerusalemme". Appena finita la frase, ci guardiamo negli occhi e iniziamo a cantare, perfettamente sincronizzati: "Gerusalemme noi ti rivedremo...la speranza ci palpita nel cuore...", canzoncina che cantavamo in chiesa quando entrambi eravamo chirichetti da bimbi!
    Scesi dalla torre inizio a sentirmi più libero e cominciamo a passeggiare per la sublime Parigi.
    Visitiamo il Trocadero,Notre Dame,il palazzo di giustizia,la Saint Chapelle e la Conciergerie.
    Quando siamo tornati in albergo abbiamo acceso la tv e guardato un pò di sana tv italiana.
    C'erano Cochi e Renato che cantavano "Come porti i capelli bella bionda" e da questo momento è nata la canzoncina a due voci "Come porti i capill marturill" etc. Non la capirà nessuno sta cosa ma la devo scrive sennò me la scordo
    Il Louvre decidiamo di visitarlo con calma il giorno seguente mentre del museo d'Orsay non ne eravamo a conoscenza....che testa di cazzo.....sò stato 3 volte a Parigi è non ci sò mai andato!Mi rimarrà sul gozzo fino a quando non ci tornerò un'altra volta!
    Ovviamente la visita del Louvre richiede il suo tempo soprattutto perchè Mario decide di passare metà del tempo davanti alla Gioconda,come se le stesse facendo la veglia pasquale, e metà nel negozietto che vendeva la robba del "Piccolo Principe", che non è una marca di vestiario ma un libro!
    Molto intelligentemente decidiamo anche di mangiare in un self-service all'interno del Louvre!
    Il pasto è simile al cestino che ordina Fantozzi dal treno (ala di pollo di plastica,mela bacata etc.) e ci costa l'ira di Dio,ma qui non possiamo prendercela con nessuno.....siamo stati 2 coglioni!
    Purtroppo non è stata nè la prima nell'ultima volta.
    Inaftti il giorno seguente scegliamo di visitare la zona dell'opera e poi nel pomeriggio Montmartre e Pigalle dove un artista,più truffatore che artista, ci ferma e inizia a dirci "Simpatici  italiani, mi piacciono italiani".
    Anche qui,molto birbamente, decidiamo di fermarci con lui il quale con delle forbici e un pezzo di carta mi ritare di profilo e mostrandoci l'opera esclama "Uguale, è uguale a te".
    Allora io dico "Mario,guarda ganzo" e l'artista fa la stessa cosa con il profilo di Mario.
    Tutti soddisfatti diamo inizio alla transazione economica e morale della favola acquistiamo due pezzacci di carta alla modica cifra di 30.000 lire!Che coglioni....e 2!
    Sempre a Montmartre,faccio una figuretta tremenda.
    Stavo male di pancia e mentre ero dentro un negozio di souvenir accuso dei problemi di flautolenza!
    Allora dico a Mario che sarei uscito per andare al bagno a gettoni che c'era lì davanti. Purtroppo non avevo spiccioli così faccio tornare Mario nel negozio per farmi cambiare i soldi. Il proprietario,con aria per nulla sorpresa, dà le monete a Mario e gli dice "E' per il tuo amico vero?".
    Ovviamente,essendo a Parigi, non ci siamo fatti mancare una passeggiata sugli Champs-Élysées con tanto di "pellegrinaggio" nel megastore del Paris St. Germain!
    Dopo che Mario aspettava dall'inizio del viaggio di arrivare a Parigi, a dire la verità è rimasto un filino deluso dal momento che è stato letteralmente travolto dal fascino e della modernità di Londra!Mi sono infatti stupito che non abbia deciso di proseguire il resto della sua vita a vagabondare per le vie di Camden Town!
    Per me invece Parigi,al pari di Roma, è la città più bella che abbia mai visto.
    Che dire,siamo alla conclusione del viaggio.
    Il ritorno a casa è avvenuto con il vagone letto da Parigi Bercy, una sofferenza per me,un pò claustrofobico!
    Comunque come prima esperienza "da soli" è andata alla grande!
    La frase significativa che descrive tutto è stata quella che mi ha detto Mario all'arrivo a Firenze mentre io ero salito sull'autobus per tornare a casa: "E' stato bellissimo"!
    Se ci penso anche ora mi prende il magone!
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Norvegia 23 Settembre - 3 Ottobre 2005

    23/09/2005

    Nonostante Marco avesse sollevato il problema che “forse” era troppo presto,partiamo da Firenze alla volta di Bergamo alle 2:30 a.m. Alle ore 5:55 siamo a casa di Doro e famiglia nel pieno della notte. Ricordiamo che l’aereo era previsto per le 10:20!!! Durante il tragitto per l’aeroporto ci fermiamo al distributore dove il benzinaio osò pronunciare “Ciao Giuly”. Da quel momento fu la fine. Marco diede così la definizione del classico bergamasco: “il bergamasco lavora tutto il giorno,poi torna a casa, picchia la moglie e va al bar ad ubriacarsi con un’altra donna”. All’aeroporto non c’è niente da segnalare eccetto i miei cambiamenti cromatici del volto che si avvicinano sempre più al bianco man mano che la partenza si avvicina. Volo regolare e una volta giunti a Torp abbiamo preso il pullman per Oslo,circa 2 ore di tragitto. Arrivati alla stazione degli autobus abbiamo preso il taxi per l’ostello e sono così partiti i primi 100Nok(13€) di una lung-lunghissima serie. Ora descrivo l’Anker Hotel secondo la prima stesura del diario ma valutando a distanza di un anno le cose devo dire che in realtà sono stato molto esagerato perché mi giravano le scatole per aver speso più di 35€ a notte per un ostello.In realtà era pulito e anche come posizione era comodo. “L’ostello si presenta subito con un bel foro di proiettile sulla vetrata…..benvenuti! La reception è effettivamente accogliente ma i portieri odiosi,in primis l’arabo-spagno-argentino. Prendiamo 4 lenzuolacci da policlinico e andiamo di sopra. Il corridoio sembra quello che c’è a Portoferraio nel reparto di radiologia. E ora “La Camera”: 2 letti da penitenziario e un letto a castello,rigorosamente non fatti. Non uno specchio,non una sedia, niente di niente. Per fortuna paghiamo “solo” 35€ a notte esclusa la colazione,che ci costerà ulteriori 6€!Per fortuna è molto corposa tant’è che ho mangiato anche aringhe in agrodolce a colazione! Esplorata St.John Gate e la sua parallela, appena notato uno spiraglio di mare ci siamo fiondati sul porto di Aker Brygge(da ricordare la pronuncia) da buone persone “con esperienza di vita di mare”. Qui ci imbattiamo nel “nostro amico”,il primo dei tanti negozi di souvenir da noi esplorati. A questo punto eravamo già consci che i prezzi erano circa il doppio/triplo rispetto all’Italia. Giriamo un po’ per il porto e poi decidiamo di mangiare lungo St.John Gate. Al ristorante-pub ci serve una bionda dai modi particolarmente gentili nei confronti di Schicchi. Serena osserva preoccupata! Da non dimenticare che nel pomeriggio Schicchi aveva fame e ordina una bruschetta ma il camerire ci corregge dicendoci la “corretta” pronuncia: Bruschetta. Il centro di Oslo è piuttosto piccolo ma allo stesso tempo molto curato.Molte sono le zone pedonali. Interessante anche il porto dove domina il Radhus,il municipio, con l’orologio da torre più grande d’Europa. Messosi questo alle proprie spalle e guardando verso il mare, a destra c’è la passeggiata ricca di ristoranti e a sinistra c’è il castello di Oslo.

    24/09/2005

    Come spesso si è verificato nel seguito del viaggio, ci siamo alzati che era ancora buio,alle 7:30. Dopo un’abbondante colazione,che Davide aspettava dal giorno prima, siamo usciti a fare un giro e abbiamo preso il battello “da turisti” per visitare l’Oslo Fjord. Tra le isolette incontrate c’era anche l’isola dei conigli. Una volta tornati al porto,Marco,dopo aver chiamato una bimba “corno” perché secondo lui la mamma era andata con un altro uomo, ha coniato una nuova definizione,come spesso capita dispregiativa, nei confronti dei poveri turisti giapponesi,apostrofati come “grappini”. Ha inoltre confutato,sbagliandosi largamente che la loro presenza era piuttosto limitata. Tra questi,uno si renderà protagonista,suo malgrado, di un episodio durante il nostro viaggio. Nella tarda mattinata abbiamo preso un altro battello per Byghoy dove c’erano il Norsk Folk Museum e il Viking Ship Museum. Per raggiungere a piedi questi due musei abbiamo attraversato due conurbazioni di tre case ciascuna e al massimo abbiamo incontrato altri due viandanti. Abbiamo toccato con mano che la densità di abitanti in Norvegia è di 14abitanti/Kmq. All’eseterno del “vastissimo” museo delle navi vichinghe(3 in totale) mi è capitato un episodio piuttosto sgradevole e che ha messo in forte repentaglio la mia incolumità. Un pericolosissimo barbone stava rovistando in un bidone della spazzatura in cerca di bottiglie….chissà cosa aveva intenzione di fare? A quel punto ho pensato di allontanarmi da lui di 150-200 metri per evitare ogni rischio. Questo mi è valso il soprannome di “Wiliam Fallace”,cuore impavido! Nel pomeriggio,che a livello di luce solare non si distingue dalle altre ore del giorno, siamo andati a “non fare shopping” all’Oslo City Center dove il negozio più prestigioso era quello della Madigan. Per concludere la giornata siamo andati a cenare in una bettola sul porto di Oslo per la modica cifra di 70€ a testa. Da ricordare la bottiglia di acqua a forma di bottiglia delle flebo. Questo particolare ha fatto rischiare più volte la sincope a Davide per le risate. Molte sono state anche le risate di disperazione pre-conto!

    25/09/2007

    Giornata poco significativa visto che era il terzo giorno ad Oslo. Abbiamo visitato prima la National Galeriet, svelando l’arcano sulla presenza o meno del “Il grido”,il quadro di Edward Munch: c’era! Dopo abbiamo visitato il Frognepark,bello ed arioso ma da vedere possibilmente con una bella giornata. Intorno all’ora di cena siamo tornati all’ostello a prendere le valigie e siamo andati alla stazione perché alle 22:47 c’era il treno per Stavanger. Siamo stati poco ma al Burger King Serena è riuscita a rovesciare non una ma ben due coca-cola ed a compromettere,forse definitivamente, una felpa di Marco. Saliti sul treno ho monopolizzato la cabina per circa 45 minuti per mettere a posto la valigia e mettermi il pigiama. Serena invece era in cuccetta con due vecchiette.

    26/09/2005

    Ancora al buio siamo arrivati a Stavanger,la rivelazione del viaggio. Si pensava ad un porto squallido tipo Piombino invece era un paesino molto caratteristico. Qui abbiamo iniziato ad assaggiare la vera atmosfera della Norvegia. Da buoni elbani ci siamo subito concessi una passeggiata sul porto e poi un grappino che guidava il taxi ci ha portato all’appartamento. Per la descrizione dell’appartamento considerare l’Anker Hotel e fare l’esatto contrario. Dopo una doccia e un piatto di pasta siamo andati in giro per il paese. Durante la passeggiata abbiamo scoperto che nelle vicinanze c’era una collinetta con 3 spade conficcate,di 10 metri ciascuna. Nel pomeriggio abbiamo preso il pullman e siamo andati. Quando siamo scesi abbiamo chiesto ad un omino che andava in bicicletta dove si trovassero le “three swords”. Lui,credendo che stessimo cercando un frisby si è fatto una grassa risata e ce le ha indicate dicendoci “in front of your noise”. Arrivati li,l’apoteosi: 3 spade enormi con un clima nordico da fa paura: freddo e vento che hanno dato il colpo di grazia alle condizioni di salute già precarie di Serena,impedendole così la partecipazione alla scarpinata sul Prekeistolen. Prima di tornare a casa,io e marco ci siamo bevuti una birra in un pub. La cena in appartamento è stata un po’ magrina tant’è che Davide ha proposto di mangiare anche la salmonella che c’era sul guscio delle uova. Il perché di tutto ciò è da ricercare nella natura di imbranati di Serena&Serena che hanno rovesciato mezza frittata.

    27/09/2005

    Comincia il Prekeistolen day. La sveglia è puntata alle ore 6:15 e fuori diluvia. Decidiamo stoicamente di partire comunque e alle 7:20 prendiamo il battello per Tau. Da qui prendiamo il pullman per Jorpeland sul quale stringiamo un nuovo patto d’acciaio con 4 giappini per prendere il taxi verso l’inizio del sentiero. Contrariamente alle nostre speranze, il tempo è in peggioramento. Io sono munito di ben 4 cappucci che mi hanno garantito una certa somiglianza con i mitici Troll. Dopo i primi 10 minuti di percorso relativamente semplice,lo scenario cambia e diventa un percorso ad ostacoli. La nebbia è sempre più fitta e la pioggia sempre più battente. Molti sarebbero tornati indietro,noi no! Ad un certo punto arriviamo a due laghetti e ci accorgiamo che la nebbia stava calando,aumentando così le nostre speranze di avere una vista nitida dal Prekeistolen. Dopo un totale di 2 ore e un quarto di sentiero siamo giunti in vetta. Lo spettacolo era mozzafiato ma soprattutto è salito alla ribalta Schicchi. Come se non ci trovassimo su uno strapiombo di 600 metri ,lui saltava da una parte all’altra,faceva foto su una gamba e si sdraiava per guardare di sotto. Il massimo l’ha raggiunto quando era sdraiato sul fianco al bordo della roccia e telefonava a mama Sabina. Naturalmente chi non poteva mancare? Chiaramente i giappini che ci hanno raggiunto dopo una mezz’oretta. Il tragitto in discesa è stato molto più agevole infatti dopo un’ora e un quarto eravamo giù giù. A quel punto,da buoni italiani, abbiamo rotto il patto d’acciaio e abbiamo fatto la scelta più utilitaristica per le nostre tasche in quanto “senza guadagno la remissione è certa”. Non abbiamo aspettato il taxi e siamo saliti in macchina con un omino tipo Pacciani che ci ha portato fino a Jorpeland. Alla nostra richiesta: “Scusi ma lei parla inglese?” l’omino ci ha modestamente risposto “Io posso parlare molte lingue!”. Al termine di questa giornata le mie scarpe si sono guadagnate l’appellativo di gore-tex ad honorem o simil-gore-tex in quanto sono arrivate asciutte oltre le migliori previsioni. Se riesco a rimediare la targhetta gore-tex lo diventeranno a tutti gli effetti.

     28/09/2005

    Sveglia alle 5:55 perché c’era da prenere il flagruten per Bergen alle 7:20. Il viaggio è stato bello, in particolare per Marco che ha passato più di un’ora all’esterno in contemplazione. Noi lo abbiamo raggiunto in seguito. Intorno alle 11:20 siamo arrivati a Bergen e il tempo si è fatto subito sentire infatti per arrivare all’albergo ci siamo crosciati. L’albergo era semplice ma comunque pulito e comodo visto che si trovava subito dietro il Bryggen. Quest’ultimo è davvero pittoresco, con le casette in legno colorato e le viuzze al suo interno. Abbiamo mangiato in albergo dei panini che ci eravamo preparati a Stavanger e poi siamo andati subito al mercato del pesce. Oggi non c’erano molte bancarelle aperte però in una di queste abbiamo subito incontrato una ragazza di Milano che forse di chiamava Cecilia. Visto che il tempo era nel frattempo migliorato abbiamo preso la Floibanen,la funicolare. Grazie a Marco ci siamo risparmiati diverse figure di merda in quanto ci ha detto che la parola RASTA era conosciuta in tutta la Norvegia e quindi tabù. A quel punto io e Davide abbiamo pensato che se RASTA era conosciuta allora era probabile che lo fossero anche BRESAOLA e CAPELLONE. In cima al monte era possibile vedere tutta Bergen,il porto e il caratteristico lago dalla forma ottagonale. La sera poi ci siamo scelti il meglio ristorante sul Bryggen e abbiamo mangiato lì: ancora 70€. Dopo questa sera ci siamo affezionati e ci siamo andati anche nei tre giorni seguenti, spendendo però la metà circa ogni volta.

    29/09/2005

    Sveglia alle 6:30 perché dovevamo prendere il treno per Myrdal alle 7:58. Da Myrdal poi c’era la Flamsbana che ci avrebbe portato nella vallata di Flam. Già il viaggio Bergen-Myrdal è bellissimo,pieno di verde e di acqua come spesso da queste parti, ma il trenino Myrdal-Flam è qualcosa di speciale. Cascate,laghetti,gallerie pendenze notevoli sono “la fine del mondo”. Flam è minuscola quindi abbiamo preso un sentiero di un’oretta circa durante il quale abbiamo incontrato un cavallo tipico della regione. Dopo averlo visto,Serena he esclamato: “Sembra un cavallo che è stato smontato e poi rimontato male”. Alle 15 abbiamo preso il battello che in 2 ore ci ha portato a Gudvangen,su un braccio del Sognefjord,il più lungo del mondo. Ci siamo fatti tutto il tragitto all’aperto sulla prua,uno spettacolo. Ad un certo punto ha iniziato a piovere più forte e sono andati dentro tutti…..ed è qui che diventa protagonista il nostro amico giappino. Mentre sta per entrare dentro, prende per sbaglio il mio zaino che noi ce ne accorgessimo. Vedendo che eravamo soli Schicchi urla “Only the braves”. A quel punto il giappino h pensato che dicessimo a lui e si è accorto dell’errore. Imbarazzatissimo ha ripetuto più volte “Excuse me” e “Sorry”. Ora spiego come sono andate le cose secondo me. “Secondo me il giappino aveva letto i Promessi sposi e quindi conosceva i Bravi di Don Rodrigo. Quando Davide ha urlato “Only the braves” secondo me ha capito “Call the Braves”, ha pensato che avremmo chiamato i Bravi per punirlo, si è impaurito e ci ha riportato lo zaino”. Verso le 20:40 siamo arrivati a Bergen,abbiamo cenato nel nostro ristorantino, fatto un giro per il centro e siamo andati in albergo. Mi sono dimenticato che dopo aver provato la renna ad Oslo,qui abbiamo assaggiato la balena. A primo impatto è una carne (non è pesce!) che sembra quasi fegato ma dopo un paio di morsi è speciale.

    30/09/2005

    Dopo una settimana di sveglia tipo militare ci siamo concessi un 8:30, poi colazione e subito a vedere la fortezza di Bergen. Quella di Oslo è di sicuro più interessante. Dopo aver visto la Mariankirken siamo andati al Bryggen Museum e all’Hanseatic Musuem. Quest’ultimo è decisamente interessante e qui è salito in cattedra Marco: per cominciare,anche qui da buon italiano, ha iniziato a fare foto anche se non si poteva. Poi per fare meglio una foto ha appoggiato la digitale su una bilancia facendo alzare il piatto con tutti gli stoccafissi. Infine,per lo stesso motivo, per poco rovescia un tavolo che avrà avuto più o meno 800 anni. Le visite ai musei sono state intervallate da diverse visite a negozi di souvenir. Prima di pranzo siamo andati a vedere il museo acquatico dove c’erano le foche a due code che facevano schifo a Davide e il pesce brutto che faceva schifo a Serena. Io e Marco abbiamo invece dialogato con una papera che girava indisturbata. Il pranzo lo abbiamo fatto a pochissimo al mercato del pesce. Abbiamo preso panini aperti con il salmone,gamberetti, balena e anche granchi aperti da mangiare col cucchiaio. Visto il freddo e il vento(la pioggia è scontata) abbiamo passato gran parte del pomeriggio al centro commerciale Galleriet. Dopo siamo andai a cambiarci in albergo e siamo andati in giro prima di cena. Purtroppo ho commesso l’errore di entrare nel negozio di maglioni in quanto il giorno dopo ho comprato 3 maglioni e due camicie. La cena,nemmeno a dirlo,l’abbiamo consumata sempre al nostro ristorantino.

     

    ************ Manca ancora qualche giorno ma è già scritto e devo solo metterlo qui dentro!! *****************

    May 31

    Budapest-Vienna-Bratislava 2006

    Dopo l'esperienza dell'anno scorso in Norvegia,e accorgendoci che quello che lavora di più lavora tre mesi all'anno, abbiamo optato per un viaggio più economico così abbiamo deciso per Budapest-Vienna-Bratislava!
    La comitiva è composta da me,Davide,Marco,Serena,Umberto e le sue medicine e Jessica,casualmente ultima in questa lista ma non per importanza!
    I primi 5 giorni li abbiamo trascorsi a Budapest,in piena rivoluzione,in un appartamentino delizioso,per il quale pagavamo 13€ cadauno al giorno!La difficoltà maggiore per il pagamento è stata quella di dialogare con la signora responsabile delle chiavi che parlava Ungherese,Rumeno,Tedesco,forse anche Azteco e Sanscrito ma italiano niente!
    E poi succedevano dei fatti strani perchè ogni volta che rientravamo in casa, o trovavamo un televisore diverso oppure lo trovavamo in un altro posto!L'ultima volta l'abbiamo trovato addirittura sul frigorifero se non ricordo male!
    Per vendicarmi di questi "scherzi" ho giustamente pensato di sfondargli le doghe del letto dopo che mi ci ero dolcemente appoggiato sopra.
    Durante i giorni a Budapest abbiamo avuto la possibilità di goderci la città in lungo e largo,rilassandoci alle terme,mangiando un pezzo di torta nella pasticceria Gerbeud,spostando il morto dal marciapiede sotto casa e facendo delle gare automobilistiche sull'Isola Margherita.
    Purtroppo durante queste gare è successo un fatto increscioso dal momento che la vettura pilotata da Matteo-Marco e Umberto è stata sabotata ed ha riportato la foratura dell'anteriore destra.L'intelligence ungherese sta ancora effettuando le indagini di rito.
    Altra nota lieta del soggiorno è stato il cibo. Per quanto dopo qualche giorno fosse venuto a noia visto che c'erano 3000 varianti,ma della stessa cosa, abbiamo mangiato come delle bestie,andando a ristorante praticamente a pranzo e cena visto che si pagava mediamente 10€ ogni volta!Il toto-spesa al ristorante è stato uno dei passatempi maggiori.
    Nei 5 giorni a Budapest,uno è stato dedicato ad un'escursione sull'ansa del danubio, visitando Sentzender e Visegrad. Per arrivare al castello di quest'ultima località abbiamo dovuto chiamare un elicottero che potesse recuperare umberto che a metà strada era in preda ad allucinazioni prolungate,nausea e strani dolori al petto e alla spalla......insomma era vicno all'infarto per la fatica!
    Lasciata Budapest(ci sarebbero da scrivere tantissime altre cose ma dovremo aspettare la stesura definitiva del diario che credo non avverrà mai) abbiamo preso il treno per Vienna dove saremmo sostati per 3 notti.
    Durante il tragitto Davide si è ricordato di essere un piccolo politico che stava per diventare grande ed ha iniziato a scrivere un discorso che poi avrebbe presentato in una non precisata sede politica!
    A Vienna abbiamo soggiornato al Wombat Hostel,molto carino con annesso mini-pub.
    Dopo aver mangiato un tipico Kebab viennese siamo andati subito in centro,visitando la Hoffburg,Graben Strasse,Kartner Strasse(dove ho pestato una cacca per guardare dentro un night) e un parco pieno di debosciati drogati!
    La sera,dopo una bruciante sconfitta (io e marco) a biliardo in ostello con gli "americani" Jash e Juuuud e una travolgente vittoria a biliardino (Davide e Umbe) siamo tornati in centro e abbiamo visto il parlamento,insieme a Park Ji Sung, il municipio e la Stephensdome.
    Abbiamo cenato alla Pizzeria Venezia dove avevo già mangiato nel 2002. Stavolta faceva cacare!Forse è stata colpa nostra perchè avendo un nome veneto,e non napoletano, era più lecito aspettarsi che il piatto principale fosse il gatto in padella e non la pizza!
    Il giorno dopo è stato dedicato alla visita a Schonbrunn,all'assaggio di Strudel nella pasticceria ambulante che era stata aperta all'interno e alla perlustrazione del Prater visto che il giorno dopo saremmo tornati.
    L'ultimo giorno di soggiorno a Vienna siamo stati raggiunti da Davide e Irene.
    Siamo subito andati a vedere Hundertwasser, il quartiere con gli edifici tutti colorati e nel pomeriggio abbiamo visto il Belvedere e fatto un altro giro in centro.
    La cena l'abbiamo fatta dai "sudici",le bancarelle dei wurstel(frencfrais come qualcuno disse) al Prater dove abbiamo anche preso la ruota panoramica. Io e Davide Attilio se non la prendevamo era uguale visto che abbiamo passato tutto il tempo seduti sulla panchina nel centro della cabina visto che soffriamo leggerissimamente di vertigini.
    La mattina siamo partiti per Bratislava e all'arrivo alla stazione non siamo riusciti a capire subito se ci avevano portato sul set del film THE HOSTEL o se quella era veramente la stazione.
    Ma questo è solo l'inizio. Credo che fra tutti avremmo preferito dormire lì in un sacco a pelo piuttosto che al Patio Hostel dove avevamo prenotato.
    L'ingresso dell'ostello era facilmente confondibile con l'ingresso di un canile abbandonato,tutto sgretolato,sembrava un manicomio....mamma mia che tristezza!Per entrare si passava attraverso una galleria sulla quale si affacciava una finestra che emanava un puzzo di fritto disgustoso,tipo McDonald.
    L'unica cosa decente era la biondina ad accoglierci alla reception,per il resto è meglio sorvolare!Anzi no, è giusto dire tutto.
    La sala relax era caratterizzata da due divani recuperati probabilmente in qualche discarica slovacca,un computer tipo 286 con connessione ad Internet a cavalli. Il bagno.....no....non me la sento!Passiamo alla camera che è meglio...forse!
    Tre lettacci con lenzuola sudice,bucate e corte, moquette rigorosamente a pois,ovviamente a pois non di default ma di macchie e tende bianche tipo lino che non avrebbero filtrato nemmeno la luce di una lucciola!
    Il bagno.....immaginatevelo.
    Bratislava,molto piccola ma al contempo molto curata, era invasa da degli energumeni polacchi che la sera sarebbero dovuti andare a vedere il Wisla Cracovia se non sbaglio a Vienna. Tutti pelati,vestiti di neri e urlavano una specie di monosillabo a squarciagola: ""Scwooooo".
    Alla vista di ciò,Jessica mi ha fatto notare che io mi sono impaurito....possibile,non mi chiamano Wiliam Wallace per caso!
    Finalmente dopo 5 giorni di gulash,paprika,zuppa di pesce e pannocchie abbiamo rivisto un'insalata!
    Nel pomeriggio abbiamo visitato il centro, il castello poi siamo tornati in ostello sfiniti.
    La sera invece siamo andati a vedere la Chiesa Blu e poi dritti al ristorante messicano!
    Il giorno successivo è servito per visitare le ultime cose, tipo Palazzo Grassovich(non si chiama proprio così ma non ho voglia di controllare il nome)e il Tesco e per cambiare le ultime corone rimaste!Ci siamo ridotti a cambiare anche 8€ a testa che poi si sono rivelate determinanti per l'acquisto della gazzetta all'aeroporto,dove ci siamo presentati circa 3 ore prima....ma non della partenza.....del check in!!!
    Volo regolare ed arrivo a Bergamo dove ad attenderci c'erano Doro e Cristina,che come l'anno precedente ci hanno ospitato a casa loro!
    Cena sublime,con involtini al pistacchio di Bronte!
    La mattina siamo ripartiti in treno verso casa e così la vacanza è giunta al termine!
    Anche se Budapest a mio avviso non è il massimo,grande viaggio e soprattutto grandissimo gruppo!
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Scozia 2003

    Viaggio nella Scozia Occidentale insieme ad Ale,Bianca,Marietto e Wendy.
    Dopo il volo Pisa-Londra ci hanno raggiunto Stansted  Mario e Wendy e, dopo un'abbondante colazione all'inglese, ci siamo imbarcati per il volo Londra-Prestwick.
    All'aeroporto abbiamo noleggiato una macchina e ci siamo diretti verso i parenti scozzesi.
    Abbiamo cenato con cibo indiano a domicilio e la notte abbiamo dormito.
    La mattina di buon ora ci siamo incamminati verso Bonawe,un piccolo villaggio che si affaccia sul Loch Etive dove avevamo affittato la casa/castello.
    Durante il percorso abbiamo fiancheggiato il Loch Lomond,uno dei più famosi Loch scozzesi, e ci siamo fermati al pub più antico di Scozia,The Drawer's Inn, dove all'interno c'era persino un'ampolla contenente le ceneri di un vecchi cliente(Si chiamava George per la cronaca).
    Tutte le fermate erano correlate con bevute varie....o whisky e coca o Strongbow per me!
    La casa era veramente grande e caratterizzata da un'atmosfera piuttosto tenebrosa.Il busto presenta a metà della scala a chiocciola era  inquietante. Comunque sono da ricordare le memorabili serata a giocare a scacchi con Wendy affiancate da una bella tazza di tè rigorosamente inglese!E come dimenticare le continue scosse che mi facevano venire all'uscita dalle stanze!
    Nei giorni seguenti abbiamo visitato Oban e la fabbrica del famosissimo whisky Oban. Al suo interno mi ricordo che alla fine del tour ci diedero un bicchierino di whisky di assaggio,fu terrificante visto che il whisky non mi piace e visto che ero a stomaco vuoto.
    Però....come non bere un bicchiere di whisky in Scozia!
    Da Oban abbiamo preso un traghetto che ci ha fatto fare un giro nella baia, portandoci all'isola delle foche e facendoci vedere gli allevamenti di pesci.
    Nei giorni seguenti abbiamo avuto la possiblità di visitare Fort Williams,un paesino molto turistico che si trova nelle Higland Scozzesi. Raggiungerlo non è stato molto rapido visto che le strade sono molto strette e ad una corsia quindi le velocità sono molto ridotte.
    Bella l'abitudine di salutare le persone che si incontrano per le strade di campagna.
    Dopo Fort Williams siamo andati sul Ben Nevis,il monte più alto di Scozia. Per salire in cima abbiamo dovuto prendere la funivia e, come sempre in questi casi, ho assunto tutte le possibili sfumature cromatiche della faccia!!
    Ne è valsa la pena vista la meraviglia del "quel che si vede".
    Montagna,insenature e soprattutto tanta tanta acqua.
    La giornata più bella però è stata quella trascorsa sull'isola di Lismore. Partiti da Bonawe ci siamo diretti a Port Appin dove abbiamo preso una barchetta che ci ha portato sull'isola.
    Si tratta di un'isola dal profilo sostanzialmente piano dove ad attenderci avevamo 5 mountain-bike per fare il giro dell'isola.
    Girare per quelle campagne,guardare verso il mare e poi trovarsi nel bel mezzo di niente una cabina telefonica di quelle inglesi è stata un'esperienza esagerata!Era troppo bello vedere quei paesaggi incontaminati,tutto verde,poche case e soprattutto in bicicletta.
    Credo che questa giornata la dimenticherò difficilmente!E poi sopratutto per quanto ho sudato quel giorno!Rimasi anche a fare il giro della spiaggia a petto nudo mentre attendevo che la maglia si asciugasse. E qui il mi fratello mi disse che quando sudo sembro una salsiccia che si scioglie.....touchè(si scriverà così?!!!
    Ritornati a Port Appin abbiamo mangiato ad un ristorantino proprio sul molo. Io mangiai salmone,ale una bistecca e wendy una grigliata di pesci impressionante. E poi abbiamo mangiato le ostriche.....mai viste così grandi e corpose.
    Evento ricorrente di questi giorni in scozia è stata la colazione....sempre esagerata,fino a raggiungere livelli vomitevoli quando ho mangiato anche il sanguinaccio!
    Altro piatto tipico è l'haggis,un misto di frattaglie cucinato nello stomaco della capra.
    E poi delle specie di frittelle ripiene di agnello.
    Tornando verso Glasgow, sono riuscito anche a vedere lo stadio dei Rangers,Ibrox Park, bellissimo dall'esterno,peccato non essere potuto entrare.
    L'aereo ci ha riportato a Londra da dove siamo ripartiti per andare a Southend on Sea,il paese dove vivono Wendy e Mario.
    Li ci siamo sofferamati altri 3-4 giorni, durante i quali siamo andati in giro per negozi,alla corsa dei levrieri e al casino dove ho vinto insieme al mi fratello circa 150 sterline!Insomma almeno i regali mi ci sono venuti!
    Tipico esempio di vacanza come piace a me!Natura,tanti spostamenti,cibi nuovi provati e cosa che non guasta...lingua inglese!
    Da rifare